Effetto della dieta di esclusione sulla permeabilità intestinale in soggetti allergici ad Anisakis simplex

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Effetto della dieta di esclusione sulla permeabilità intestinale in soggetti allergici ad Anisakis simplex

da Tesi sperimentale di Simona Spada

Laurea in Scienze Biosanitarie

Università degli studi di Bari – Dip.Fisiologia generale

Negli ultimi anni dilaga anche in Italia la moda culinaria del pesce crudo e con questa anche i rischi della parassitosi da Anisakis simplex: Anisakiasi.

L’infestazione ha una alta incidenza con notevole resistenza ad agenti chimici e fisici, tanto che la CEE ha emesso direttive (CEE 91/493) che disciplinano questo aspetto della produzione e commercializzazione della pesca(1).

L’infestazione umana si verifica per lo più per ingestione di pesci crudi o poco cotti, ma anche marinati, affumicati o salati e quindi soprattutto nei Paesi in cui si hanno tali abitudini alimentari: Giappone, Spagna, Olanda, Paesi sulle coste del Mare del Nord e dell’Atlantico(2).

Nel nostro Paese il problema è meno diffuso e ancora sottovalutato. Il Dipartimento della Sanità veterinaria e degli alimenti del Ministero della Salute ha ricevuto nel 2004 circa 50 notifiche di riscontri di Anisakis in prodotti della pesca importati soprattutto da Regno Unito e Paesi Scandinavi. Tuttavia non c’è un sistema informativo o un obbligo di denuncia tale per cui si possa fare una stima precisa dei casi. Le larve di Anisakis simplex possono penetrare l’apparato digerente e produrre un aumento delle IgE con reazioni IgE mediate come orticaria, angioedema, anafilassi, asma, oltre ai diversi sintomi addominali che possono mimare altri disturbi gastrointestinali (3).

Nei precedenti lavori è stato dimostrato che:

  •  Le allergie alimentari sono tipicamente associate ad alterazione della permeabilità intestinale
  •  Soggetti con ipersensibilità ad Anisakis manifestano un indice di permeabilità significativamente aumentato rispetto ai soggetti di controllo.

In questo lavoro abbiamo valutato l’effetto della dieta di esclusione (priva di prodotti ittici crudi) sulla permeabilità intestinale in soggetti ipersensibili ad Anisakis simplex.

I pazienti presi in esame, che manifestavano una ipersensibilità ad Anisakis e un indice di permeabilità (IP) alterato (maggiore di 4), hanno seguito una dieta di esclusione. La dieta prevedeva l’ingestione di prodotti ittici solo se preventivamente cotti ( T > 60°C per almeno 10’) per un periodo da 5 a 10 mesi. La valutazione dell’IP dopo la dieta ha evidenziato un ritorno in tutti i pazienti suddetti (10/10) ai valori di normalità ( 0 < IP ≤ 4).

In accordo con i lavori precedenti possiamo concludere che:

  1. le allergie alimentari sono tipicamente associate ad alterazione della permeabilità intestinale;
  2. soggetti con ipersensibilità ad Anisakis manifestano un indice di permeabilità significativamente aumentato rispetto ai soggetti controllo;
  3. una dieta priva di prodotti ittici crudi determina un ritorno ai valori di normalità dell’indice di permeabilità.

Si può ipotizzare che il contatto con antigeni di Anisakis simplex determini un’iperespressione della proteina dell’epitelio intestinale, la zonulina. La zonulina è una proteina di recente identificazione, che modula reversibilmente le giunzioni serrate tra cellule contigue con conseguente variazione della permeabilità epiteliale (40).

Il gruppo di pazienti pervenuto nel nostro laboratorio rappresenta solo un piccolo campione, in realtà le complicanze legate a questa parassitosi sono molto più estese di quanto possa sembrare da una prima analisi. Pertanto è necessario puntare ad una politica d’informazione mirata a correggere sbagliate abitudini alimentari e promuovere un’attenta prevenzione al consumo di pesce crudo. Precedenti segnalazioni di granulomi eosinofili del tratto gastrointestinale ad eziologia ignota forse oggi sarebbero attribuibili ad Anisakiasi.

Ricordiamo che nel 2002 è stato emanato il Regolamento CE n 178 che inserisce l’anisakiasi tra le malattie per le quali è previsto un sistema di allerta comunitaria.

Alla luce delle recenti notizie relative a riscontro di larve di parassiti del genere Anisakis simplex, il Consiglio Superiore di Sanità ha fornito direttive per una uniforme e corretta applicazione su tutto il territorio nazionale dei controlli ispettivi nonché raccomandazioni rivolte a pescatori, operatori del settore alimentare, ristoratori e consumatori, al fine di prevenire i rischi per la salute.

Nel nostro studio i pazienti hanno adottato una dieta che prevedeva l’utilizzo di pesce e prodotti ittici cotti; si sta valutando anche l’effetto di diete che prevedano pesce preventivamente congelato e di diete in cui gli stessi prodotti vengano completamente allontanati.

E’ stata osservata un’alta frequenza di sensibilizzazione tra i membri della famiglia di pazienti con anisakiasi (73%) comparata con la prevalenza nella popolazione normale proveniente dalla stessa area geografica (12%).

Pertanto i prossimi studi saranno rivolti alla valutazione dell’IP anche dei familiari (dei soggetti fino ad ora oggetto di attenzione) che nonostante non manifestino disturbi gastrointestinali o reazioni allergiche, abbiano le stesse abitudini alimentari nel mangiare prodotti ittici crudi.

Scarica la tesi completa di Simona Spada

Tesi Spada Simona Anisakis